giovedì 10 febbraio 2011

L'etimologia secondo Octave Sulpicius Newkid




OTTO PAROLE (suggerite da Anna Mignani): fantasma, collana, funerale, ragazza, venti, fiori, diamante, zia.

Mi chiamo Octave Sulpicius Newkid e come tutti sanno da bambino fui protagonista, insieme a mia zia Nicoline Savoy, del periglioso ritrovamento del diamante Gorgeous Splendor. Quelle mirabolanti avventure sono ormai note a tutti gli abitanti del regno ma stasera racconterò a lor signori un singolare ed inedito episodio accaduto a me e alla zia Savoy mentre ci trovavamo nella giungla.
Mi è tornato alla memoria per questa moda che sta dilagando nella capitale, lo spiritismo. Non c'è ormai dama che non abbia allestito nel suo salotto una qualche seduta spiritica e chi ha potuto assistere avrà notato che l'oggetto privilegiato per queste cacce al fantasma è una tavoletta chiamata ouija. Non dovete credere, come si dice, che il nome della tavoletta derivi dal francese "oui" e dal tedesco "ja". Questo nome ha origini molto più remote, come ho avuto modo di vedere io stesso tanti anni fa.
Quella volta io e la zia, dopo giorni di disagi e peregrinazioni, giungemmo in un villaggio di indigeni ospitali a lei già noti. La cosa che più la rallegrava era rivedere un suo vecchio amico, lo sciamano Grande Anima, la cui fama copriva giungle, savane e anche un pochino di basse praterie.
Ma al nostro arrivo scoprimmo che proprio in quel momento si stava celebrando il suo funerale e gli indigeni acconsentirono a farci assistere in virtù di quella loro antica amicizia.
Il corpo giaceva su una pira di giunchi che probabilmente di lì a poco sarebbero stati arsi, lì accanto una ragazza con il volto dipinto di rosso, il colore del lutto, cantava una nenia ossessiva mentre attorno a lei un cerchio di donne inginocchiate batteva ritmicamente le mani a terra.
Ci fu spiegato che la ragazza era l'unica figlia dello sciamano e che da quel giorno in poi ella avrebbe preso il suo posto.
Mise al collo del defunto una graziosa collana variopinta e ne chiesi il perchè.
La collana era chiamata ouija ed era intrecciata con venti tipi di fiori diversi. Quando l'anima sarebbe giunta di fronte alla Grande Belva che custodisce l'ingresso al Paradiso questa, placata dal profumo dei fiori, avrebbe fatto passare lo spirito del defunto.
La ragazza stava ormai per dar fuoco ai giunchi quando accadde qualcosa di incredibile.
Il corpo dello sciamano si mosse.
-Prodigio!- gridarono le donne.
-Grande anima, sei tornato!
-Ma come è possibile? Sei morto da due giorni!
Grande Anima si sedette. Guardò la ghirlanda al suo collo e sorrise.
-La Belva ha il raffreddore. Dice di riprovare un'altra volta.

4 commenti:

  1. Adesso sì che sono soddisfatta do conoscere la verità! Sei divertente e spigliata come sempre!
    Salutissimi, Annarita

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  2. Grazie Annarita,
    sei sempre incoraggiante.
    Un saluto

    Barbara

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  3. Potenza degli sciamani!
    I tuoi racconti mi piacciono anche perchè solitamente non li ambienti in Italia. Di questi tempi più che mai è bello andarsene con la mente altrove!
    Un abbraccio
    Giacinta

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  4. Giacynta: ehmm... il prossimo racconto però si svolgerà nella provincia più provinciale che ci sia :-)

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